Trattamento iperidrosi

Trattamento iperidrosi

Trattamento iperidrosi

L’Iperidrosi primitiva (PH) è un disturbo caratterizzato da una eccessiva e profusa sudorazione, solo diurna, in regioni caratteristiche: palmare, ascellare, e facciale (più raramente), anche se può presentarsi in tutte le regioni corporee. Insorge in età adolescenziale intorno ai 18 anni, senza particolari differenze di genere.
Chiamata “primitiva” poiché di eziologianonnota: sembrerebbe dipendere da una predisposizione familiare, associata a disordini del Sistema Nervoso Autonomo, nello specifico del Sistema Simpatico, che comporta un’alterata secrezione delle ghiandole sudoripare, nonché di una alterazione del centro termo- regolatorio ipotalamico.
Differisce con l’iperidrosi secondaria che è associata ad altre comorbidità: ipertiroidismo, diabete mellito, febbre di origine non conosciuta, uso di farmaci antidepressivi, obesità, stress e altri…  La secondaria ha episodi anche notturni.
Visto i suoi risvolti, la potremmo anche definire una “malattia sociale”, che incide negativamente sulla qualità della vita del paziente (QoL).
Si tenta inizialmente una terapia medica basata sull’utilizzo di pomate, ionoforesi e iniezione di Tossina Botulinica. 

Questi trattamenti non hanno però effetti definitivi e necessitano di essere ripetuti a brevi intervalli di tempo (2-3 volte/anno).

 
Terapia con antitraspiranti

È stata per anni la terapia di prima scelta per l’iperidrosi, basata su farmaci “antitraspiranti” a base di cloruro di alluminio, glutaraldeide o tannina.
Questa cura non ha controindicazioni o effetti collaterali.


Ionoforesi
Si tratta di una tecnica che consiste nell’applicare, tramite un generatore, una corrente continua di bassa intensità alle palme immerse in una soluzione elettrolitica. La corrente ottura i condotti delle ghiandole sudoripare per un certo periodo di tempo.
Anche questa cura non ha controindicazioni o effetti collaterali


Terapia con tossina botulinica
La tossina botulinica è indicata per il trattamento dell’iperidrosi ascellare. Il meccanismo di azione della tossina botulinica prevede il blocco delle terminazioni nervose che attivano le ghiandole sudoripare. Il trattamento è piuttosto semplice, e prevede l’iniezione della tossina botulinica direttamente nel cavo ascellare, effettuando 10-15 piccole punture distribuite omogeneamente nell’area da trattare.

Gli aghi usati sono molto sottili e il dolore durante il trattamento è modesto. La tossina botulinica richiede qualche giorno per sviluppare la sua azione e, in genere, i risultati del trattamento sono visibili entro 7-10 giorni.

Il trattamento dell’iperidrosi con tossina botulinica non ha effetti permanenti, e la sua durata è di circa 4-6 mesi. Per ottenere una riduzione stabile della sudorazione il trattamento va ripetuto due o tre volte all’anno, in base alle necessità del paziente.

Se si decide di interrompere i trattamenti con tossina botulinica, la sudorazione ritornerà gradualmente al livello precedente, e non ci saranno altri cambiamenti nella zona trattata.

Il trattamento dell’iperidrosi ascellare con tossina botulinica è controindicato nei seguenti casi: allergia alla tossina o ai componenti della preparazione, in gravidanza o allattamento, in pazienti con malattie dei muscoli e terapia con farmaci miorilassanti in corso e precedenti interventi chirurgici al cavo ascellare. In rari casi il trattamento con tossina botulinica può dare sintomi simili a quelli dell’influenza (stanchezza, febbre e dolore muscolare), che normalmente scompaiono in pochi giorni.

 

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